Al Festival di Villa Arconati “si balla”, e non solo, con Dargen D’Amico.


Ieri sera, tra le eleganti mura della villa settecentesca di Villa Arconati, si è esibito uno dei più spensierati, eclettici e poetici autori della scena musicale italiana moderna.

Dargen D’Amico (al secolo Jacopo Matteo Luca D'Amico), è stato protagonista del primo appuntamento del Festival di Villa Arconati 2022.

L’artista poliedrico, rapper, cantautore, produttore, è definito da molti, uno dei rappresentanti di maggiore spicco, a livello compositivo, della migliore vena cantautorale italiana contemporanea. Inoltre, è reduce da un’annata fortunata, in cui ha raccolto, nei numeri, una popolarità mai raggiunta prima, nonostante i molti anni di lavoro in ambiente musicale. La fortunata circostanza che lo ha aiutato, non poco, a raggiungere questo traguardo, è sicuramente l’apparizione al Festival di Sanremo, dove ha presentato il singolo “Dove si balla”, una sorta di tormentone estivo fuori stagione. Un brano che fa parte di tutti quei grandi successi che non è necessario sviscerare; senza fronzoli, fruibili ed orecchiabili al primo ascolto. La Hit in questione, presentata ovviamente anche al pubblico di stasera e stra-cantata, stra-ballata e stra-filmata da quasi tutti i presenti con il cellulare, parte da una filosofia molto semplice ben sintetizzata nella musica Rock, da Pete Townshend (chitarrista degli Who) nella frase: “Il rock non eliminerà i tuoi problemi. Ma ti permetterà di ballarci sopra.” e viene mutuata così per la “Musica Dance”, creando un coro da stadio.

Un inno spensierato a prendere la vita “alla leggera”, nonostante tutti i problemi economici e le recenti vicissitudini pandemiche dell’era moderna.

Al di là della parentesi sanremese, sapientemente sfruttata, Dargen d’Amico, ha comunque alle spalle un passato di quasi un ventennio di lavoro in ambito musicale, in cui ha dato alle stampe qualcosa come dieci dischi da solista e con l’attivo di numerose collaborazioni con grandi artisti di cui ha curato personalmente la produzione e spesso, la stesura dei brani stessi.

Molti suoi accorgimenti ed arrangiamenti hanno fatto la fortuna su album di molti artisti. Da Annalisa a J-Ax, passando per Fedez e i Club Dogo.

Stasera, sfoggiando una delle sue discutibili “mise” multicolor, cui ci ha abituati, e gli ormai inseparabili occhiali da sole prende il microfono e sfoggia il suo repertorio, davanti ad un pubblico ben preparato che ad occhio e croce è lo stesso che lo segue già da anni, cioè da molto prima che raggiungesse l’attuale popolarità. Oltre ai pezzi dell’ultimo album “Nei sogni nessuno è monogamo”, abbiamo potuto ascoltare veramente la sua vena più intima e artistica e non solo quella scanzonata. Ed è da un attento ascolto live delle sue produzioni, a partire dalle canzoni di “D’iO” un album del 2015 o di “Bir Tawil” di due anni fa, che si capisce meglio e si apprezza il suo lavoro. E’ un genere molto personale, in cui il rap, diventa solo un mezzo per esprimere testi che vanno dalla canzone impegnata al “nonsense”, o al semplice gioco di parole. Da grande fan della musica d’autore italiana, da “Dalla” a “Battiato”, si intuisce quali sono i suoi riferimenti. Specialmente nell’ambito della scrittura, vero suo punto di forza, emergono tematiche che possono piacere o non piacere, ma che sono frutto di una vera ricerca, e vengono esposte in modo originale e mai banale. A esempio, cito, tra le altre, “Amo Milano”, una ballad -dichiarazione d’amore per questa città che sarebbe piaciuta moltissimo a un Gaber o a uno Jannacci. Questo è il motivo per cui viene veramente apprezzato da molti suoi colleghi oltreche dal pubblico. Pur essendo un antesignano della attuale Trap/Rap, riesce a tratti a scrollarsi di dosso questa etichetta. Le parti cantate sono molte, di rap c’è molto poco, e tutto viene supportato dal vivo da una giovane band che le esegue in modo egregio e gradevole. Ecco, sicuramente, Dargen D’Amico non è un poeta maledetto, ma si può ritenere certamente un grande autore di testi, rap, ma non solo. La serata si conclude con i consueti bis e un caloroso abbraccio da parte di un pubblico molto reattivo e molto divertito dalle improvvisate gag tra una canzone e l’altra, di Dargen che prende di mira simpaticamente il resto dei componenti della band.

Il Festival di Villa Arconati proseguirà fino al 19 luglio, con i concerti di Enrico Intra (sabato), di Alan Clark dei Dire Straits (domenica all’alba), Simona Molinari (14 luglio), il duo Patrizia Laquidara e Marco Paolini (18 luglio) ed a chiudere l’edizione 2022 del festival il ritorno di Goran Bregovic (19 luglio).


#Matteo Mandelli


GALLERIA FOTO : #Matteo MANDELLI



6 visualizzazioni0 commenti