LEGNANO - L’ultimo girone dei Litfiba al Rugby Sound 2022 .


Al Rugby Sound 2022 arrivano i Litfiba. Ci ha pensato la premiata ditta Ghigo-Piero ad infuocare ancora di più l’atmosfera di un Castello di Legnano, già caldissimo per le alte temperature della serata. La band Toscana sta ultimando quello che, a detta loro, è “l’ultimo girone”, il tour definitivo che chiude un’era del Rock durato 42anni. I Litfiba sono i precursori del rock cantato in italiano. Dal 1980 a oggi hanno venduto oltre 10 milioni di dischi e fatto migliaia di concerti in Italia, Europa e nel resto del mondo. Questo dovrebbe essere un addio ma ciò nonostante, alla fine dello show, non sembra di aver assistito a una delle ultime sortite. Anzi, pare proprio che grazie a grandi momenti come questo, si scatenino le energie migliori. Non sembra affatto il solito tour celebrativo. Gli alfieri del Rock nostrano mettono in scena un’esibizione di altissimo livello, pari a quello di un gruppo pronto al prossimo disco e ad una lunga carriera. I Litfiba sono in formissima e danno il meglio di loro stessi. La chitarra di Ghigo Renzulli sforna riff e assoli dei loro più grandi successi, non disdegnando neanche quelli meno conosciuti. Sto parlando di canzoni più “old style” di album che sono pietre miliari del rock italiano, primo fra tutti il capolavoro “17 Re”. Pierò Pelù è sempre una belva da palco. Il frontman toscano ha le stesse movenze e l’ugola potente di sempre. Per energia e presenza scenica, tra qualche anno, potrebbe tranquillamente diventare il “nostro” Mick Jagger ottantenne, visto poco tempo fa a San Siro. Il feeling con il pubblico poi, e ai massimi livelli. Si vede. Nel corso della serata i ritornelli di ogni canzone diventano un coro da stadio e l’atmosfera che si respira è simbolo di un sodalizio Band-Pubblico solido, come solo tra i più grandi può accadere. Durante la canzone “Spirito Libero”, ad esempio, i fans presenti cantano a squarciagola il ritornello coprendo la voce dell’energico Piero, che tra l’altro, non perde l’occasione di esternare il suo stupore di fronte ad una risposta così massiccia in termini di numeri a questo evento. “Ma quanti ****(cavolo) siete?” chiede a più riprese. Poi tiene a precisare che questo non è un tour nostalgico, e che ogni canzone proposta è stata riarrangiata e rivestita con un abito nuovo. Ed infatti è così.



Mancano una decina di date alla fine di questo loro ultimo tour, e l’ occasione per rivederli dal vivo, forse per l’ultima volta, è stata accolta alla grande dal popolo del Rugby Sound che ha riempito tutta l’area del Festival, (e i parcheggi circostanti all’inverosimile), ed ha regalato l’ultimo grande abbraccio ad una band che non solo ha regalato grandi emozioni con le proprie canzoni, ma ha soprattutto, influenzato ed avvicinato moltissime persone al mondo dei suoni più duri, e meno “addomesticati” , aiutando moltissimi, giovani e non, ad allargare i propri gusti e i propri orizzonti verso un sottobosco musicale più “underground” dove moltissime bands meritano attenzione, nonostante non siano realtà melodiche o da classifica. Se esistesse in Italia una “Hall of Fame” del rock, come negli States, i Litfiba ci entrerebbero subito di diritto senza votazione alcuna. Abuso del mio potere, in questo momento, e mi faccio portavoce del pubblico presente ieri sera al Castello, ringraziandoli per averci regalato “il sogno del Rock” per 40anni e ringraziando il Rugby Sound per averci fatto godere quest’ultima apparizione che è ormai Storia.


#Matteo Mandelli


GALLERIA FOTO : #Matteo MANDELLI



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