MUSICA  LIVE  -    Ginevra di Marco a Donne In canto, una delle voci femminili più amate dal grande pubblico.

di Matteo MANDELLI

 

 

 

 

 

 

 

 

 






 

Ginevra di Marco, cresciuta e maturata alla scuola dei CSI, per poi arrivare a produrre e autoprodursi qualcosa come dieci album in 20 anni di carriera si è esibita sul palco di “Donne in canto” a Parabiago ieri sera, nell’ambito del grande Festival itinerante, ideato e condotto da Giorgio Almasio.

Il fatto che questo sia un festival artistico al femminile sembra porla “ad hoc”, al posto giusto. Il suo profilo e la sua personalità musicale sono perfette per evocare le mille sfaccettature di questo complesso e meraviglioso mondo. 

Si tratta di un gradito ritorno, dopo una sua apparizione a Lainate nel 2019, sempre come ospite di questa coinvolgente manifestazione che ogni anno, sempre di più, raccoglie consensi di critica e pubblico per il variegato mondo artistico che esprime.

Ginevra Di Marco è una voce che non ha bisogno di presentazioni. In quanto ad estensione e versatilità ha pochi paragoni in Italia. Una voce così bella ed espressiva che possiede un range dinamico dal “potente” al “vagamente sfumato” a seconda dell’utilizzo che richiede il gigantesco repertorio del suo bagaglio artistico. Un bagaglio prezioso che una volta riproposto dal vivo, ha sempre ottenuto il plauso della critica e di una parte di pubblico che le è rimasta orgogliosamente fedele in più di 30 anni. Una carriera fatta molto spesso di scelte stilistiche coraggiose e fuori dagli schemi dettati dalle mode del momento. A conferma di ciò anche il fatto che le sue ultime produzioni musicali, sono state finanziate da campagne di “crowfunding” che hanno ricevuto massicce adesioni dai suoi fan, dalla gente comune.

Quello di stasera è un evento speciale. E’ uno spettacolo dove si incrociano ritmi, culture e melodie del Mediterraneo, del Marocco, dell'Italia, dalla cultura Tzigana fino alle coste Argentine dall’altra parte del mondo della sempre amata Mercedes Sosa. Una storia che attraversa le canzoni, i temi sociali, la libertà, l'amore. Non manca una puntatina nel mondo del cantautorato italiano, con una struggente versione di “La sposa” di Giuni Russo e qualche episodio di Luigi tenco, cui la interprete Fiorentina ha di recente dedicato l’ultimo lavoro in studio dal titolo “Quello che conta”.

Questo tour, ma praticamente tutta la vita artistica di Ginevra, fa parte di un progetto molto ampio, quello che dal 2000, ha cercato di esplorare le figure di autori del passato, più o meno conosciuti, per cercare di riportarne alla luce un messaggio rivestito di una patina di nuovi significati. Se c’è stato, infatti, un filo conduttore nella sua libertà artistica è proprio quello: attraverso uno studio puntuale dei pezzi originali, saper raccontare

l presente, ridando vita a canzoni del passato, a volte 

sconosciute, ma in grado di colpire al cuore, quasi fossero nuove o inedite. Gli era già successo con autori del calibro di Domenico Modugno, Violeta Parra, Mercedes Sosa, e questa volta, ci riprova, con risultati ancora una volta eccellenti, con Giuni Russo, con Ferrer, con Luigi Tenco. Tra l’altro la Di Marco, deve avere un feeling molto particolare con quest’ultimo, visto che per ben tre volte (2000-2009-2017) ha vinto il premio omonimo di musica d’autore a lui intitolato.

Il concerto si apre con “Terra ca nun senti”, e via via scorrono le grandi canzoni senza tempo, “Amara terra mia”, “Brace”, “Gracias a la vida” A metà concerto il pubblico viene anche coinvolto e reagisce alla grande ballando sul posto una vivace “Solo le pido a dios” di Mercedes Sosa, e cantando a tempo la celebre “Amandoti” dei CCCP. A Tenco ci si arriva nei richiestissimi bis “La ballata dell’eroe”, “Lontano, lontano”.

L’accompagnamento musicale di Francesco Magnelli alle tastiere e Andrea Salvadori alle chitarre, svolgono egregiamente l’arduo compito di supportare la struttura melodica di canzoni a volte adattate a sonorità più orecchiabili e a volte sofisticate. Il trio è perfettamente affiatato e complice, in cui regna ed è palpabile un’aria “di famiglia” e di amicizia profonda.

Chiude il concerto, il classico brano con cui chiudono i loro eventi “live” da alcuni anni. Un augurio e un auspicio per tutti nel breve periodo: “Todo Cambia” di Mercedes Sosa. Ginevra Di Marco la intona e la canta ad un pubblico che risponde, questa volta sussurrando quelle due parole ad ogni ritornello. Un rito collettivo che unisce Ginevra e la sua gente in un'unica cosa, un saluto reciproco che non sa d’addio, ma di arrivederci a presto.

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