BOLLATE - I Gipsy Kings di Diego BALIARDO inaugurano il Festival di Villa Arconati 2026 con una serata entusiasmante ed un pubblico caliente.
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Bollate - La prima serata del Festival di Villa Arconati si consegna agli archivi nel segno dei Gipsy Kings di Diego Baliardo, protagonisti di un coinvolgente concerto che ha riportato sul palco una delle formazioni più rappresentative della world music internazionale.
A guidare la formazione approdata sul palco di Villa Arconati è il chitarrista ritmico Diego Baliardo. Una precisazione, però, è necessaria, perché la vicenda dei Gipsy Kings è oggi un po’ articolata. Il marchio Gipsy Kings identifica attualmente diversi progetti musicali, tutti comunque riconducibili alla storica band fondata dalle famiglie Baliardo e Reyes. Non si tratta di semplici operazioni nostalgiche, né di formazioni prive di legittimità storica: ciascuna è composta da musicisti che hanno fatto parte del nucleo originale ma che, dopo una serie di separazioni avvenute nel 2010, hanno intrapreso percorsi autonomi conservando e proponendo, a proprio modo, il prezioso patrimonio musicale e identitario della cultura gitano-spagnola.
Tra queste diverse realtà, è la formazione guidata da Diego Baliardo la protagonista del concerto nei giardini della villa seicentesca. Eredi della band storica, che in una stagione irripetibile di fine novecento, consacrò i Gipsy Kings nell'élite della world music internazionale. Tour trionfali nei principali teatri del mondo, un'impressionante sequenza di concerti sold out e una lunga serie di riconoscimenti internazionali accompagnarono un successo culminato con primati destinati a entrare nella storia: Un Grammy e quarantadue settimane consecutive al vertice della classifica Billboard dedicata agli album di world music.
Un risultato ancora più significativo se si considera che i Gipsy Kings, hanno portato sulle vette più alte delle chart internazionali la lingua spagnola, in un mercato dominato dalla produzione anglofona, superando ogni barriera linguistica e imponendosi con la forza di un linguaggio musicale universale. Il live di questa sera si apre proprio con un breve filmato proiettato sul palco che racconta in brevi sequenze, tutta la loro meravigliosa storia. La caratteristica principale della band è quella di trasformare ogni esibizione in una festa, e non si sono smentiti, proponendo uno spettacolo carico di energia in cui la tradizione del flamenco incontra le influenze pop più moderne.

Un dialogo costante tra generi come salsa, rumba e ritmi latini, sanno creare un sound a cui è impossibile resistere. Il segreto del loro successo è aver saputo rendere accessibile a tutti questi ritmi gitani. Hanno saputo rendersi immediatamente riconoscibili all’ascolto, ricetta fondamentale per diventare un vero e proprio fenomeno globale. In pochi brani il selciato della Villa si è trasformato in discoteca latina, difficile non muoversi con tutta l’energia sprigionata sul palco. Sette chitarre, suonate all’unisono, neanche un plettro, e un chitarrista solista che in fingerpicking fa quello che vuole della sua Gibson flamenca. Il pubblico ha risposto con entusiasmo, accompagnando il gruppo con il battito delle mani e lasciandosi trascinare da un clima di crescente partecipazione. Qualche episodio con chitarre più emozionanti ed armoniose hanno riportato tutti su atmosfere più intime e suggestive, per poi sfociare sul finale con la sequenza killer dei brani coinvolgenti che hanno scritto la storia del gruppo: "Djobi Djoba", "Un Amor" e, naturalmente, l'immancabile "Bamboleo", autentico manifesto della loro identità artistica, e ancora oggi capace di infiammare qualsiasi platea.

Il gran finale è tutto un “Diego, Diego, Diego” acclamato dal pubblico ormai pronto per sentire il brano che più di ogni altro incarna l'identità internazionale dei Gipsy Kings: "Volare", la celebre rilettura di "Nel blu dipinto di blu". Più che una semplice cover del classico brano italiano, una vera e propria rifondazione del capolavoro di Domenico Modugno, trasformato in “rumba flamenca” e diventato un inno del mondo, abbattendo ogni confine.
Si conclude così, il primo appuntamento imperdibile per gli amanti della musica dal vivo, proposta nella cornice della Villa Arconati. Una notte d'estate indimenticabile in compagnia di una delle band più iconiche della storia della musica, con i giardini della storica dimora trasformati in una grande festa mediterranea. Una serata che ha onorato pienamente quel prestigioso palcoscenico e ha dimostrato molto bene perché queste canzoni sono rimaste impresse nella nostra memoria collettiva, per più di 30 anni.
TESTO e GALLERIA FOTO : Matteo Mandelli#assefocale















































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