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BOLLATE - L’ Icona pop degli anni ’90 Natalie Imbruglia a Villa Arconati.


Bollate - Nel 1997, grazie ad un’incontrollabile e vorticosa rotazione di video su MTV, scoppia letteralmente il fenomeno mondiale Natalie Imbruglia. In un’epoca dominata nel mainstream da fisici dirompenti e provocanti ammiccamenti sessuali, Il faccino sbarazzino della tipica ragazza carina della porta accanto, insieme ai singoli “Left of the middle”, ma soprattutto “Torn” diventano quel mix originale che portano la piccola Natalie in vetta alle classifiche di mezzo mondo. Un successo commerciale planetario che, in così brevissimo tempo, ha avuto pochi eguali nel mondo della musica.



Da quello scoppiettante avvio di carriera, la cantante australiana, è riuscita ad uscire indenne, e seppur tra alti e bassi, e riuscita a mantenere in vita una propria onesta e decorosa carriera musicale, senza cadere in quell’ oblio in cui spesso cade chi in così poco tempo raggiunge improvvisi e mirabolanti successi commerciali. L’ultimo suo lavoro in studio risale Al 2021. Un album di inediti dal titolo “Firebird”, riproposti nella serata a lei dedicata dal Festival di Villa Arconati 2023.

Alle 21,15 sale sul palco del prestigioso Festival, bellissima e tutta di bianco vestita. Accompagnata da una band di giovanissimi musicisti, saluta il numeroso pubblico, scusandosi subito di non sapere per niente l’italiano, nonostante le sue origini. Il padre è un emigrato in Australia giovanissimo da Lipari, nelle bellissime isole Eolie.

E’ necessaria una premessa. Pur se in questi anni la cantautrice Italo-Australiana ha alternato la carriera musicale a quella di attrice di cinema e di televisione, Natalie è soprattutto una voce. Per alcuni anche molto sottovalutata in campo musicale. Sicuramente intonatissima ed affascinante a livello interpretativo. Il repertorio di questa sera tocca gli apici del disco d’esordio “Shiver” con canzoni come “Big Mistake” fino alle diverse cover a cui nel 2015 dedicò un intero album: “Male”.

In uno dei suoi album “Come to life“ del 2009, la cantautrice australiana, si è potuta avvalere di prestigiose collaborazioni. Da Brian Eno al banco di produzione a Chris Martin, leader e frontman della band del momento, i Coldplay, come co-autore di brani. Si sentono gli arrangiamenti per niente scontati e qualche suono piuttosto ricercato. Lei intanto, saltella e balla per tutta sera avanti e indietro sul palco. Natalie si diverte, e l’intero pubblico con lei.

“Beauty On The Fire” e “Glorious” ci accompagnano al brano forse più atteso della serata: “Torn” cantata praticamente in coro con tutto il pubblico presente. E’ proprio nella semplicità della canzone “Torn”, che capiamo l’incredibile successo di questa artista. La sua musica non è pretenziosa. E’ lungi dal possedere il carisma e la raffinatezza per fare scuola o per permetterle di entrare nel ristretto olimpo delle grandi interpreti senza tempo, ma ha, sicuramente, una linea stilistica credibile, di gusto e molto personale. Fa un “Pop” leggero ma molto efficace (come se fare “Pop” efficace fosse facile). Da una partenza melodica nostalgica diventa pian piano, luminosità, ariosità, calma, per poi ripiombare in una suprema freddezza sentimentale.

A tratti è anche un meltin’ pot di tutto il buono uscito dagli anni 90’, forse, l’eredità lasciata negli anni, di così diverse collaborazioni e produzioni esecutive. Ci sono musiche da spaghetti western e ballate insieme a sonorità alternative-indie e meno pop. Possiamo riassumere Natalie Imbruglia, con le sue stesse parole. In una vivace canzone dal titolo “Not Sorry”, candidamente ammette la più disarmante delle realtà che la circonda e la riguarda da vicino. In una sorta di rivelazione esuberante spiega: “I’ve got life in my heart, life in the bank, life in my body / I’m not sorry.” “Ho la vita nel cuore (Sono felice), la vita in banca (un discreto conto corrente), la vita nel mio corpo / non mi dispiace (sto bene con me stessa e mi trovo anche bellissima).” Da oggi, ha anche il pubblico di Villa Arconati ai suoi piedi… cosa volere di più?


Articolo e Galleria Foto :

Matteo Mandelli#assefocale



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