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BOLLATE - Ultimo atto del FESTIVAL , GILSONS e SELTON il Concerto per Due, ottima la chiusura al Villa Arconati 2026.

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  • 4 giorni fa
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Bollate  -    Serata di chiusura del FESTIVAL di VILLA ARCONATI .                                                                                           I Gilsons e i Selton sono artisti che appartengono alla categoria di quelli che sanno raccontare un intero paese come un viaggio. Uno di quei road-movie avventurosi di un tempo che aggiungevano mille sfumature alle giornate passate a viaggiare per mete ignote. E’ con l’esibizione di queste due bands che ieri sera si è concluso il Festival di villa Arconati 2026.
Bollate - Serata di chiusura del FESTIVAL di VILLA ARCONATI . I Gilsons e i Selton sono artisti che appartengono alla categoria di quelli che sanno raccontare un intero paese come un viaggio. Uno di quei road-movie avventurosi di un tempo che aggiungevano mille sfumature alle giornate passate a viaggiare per mete ignote. E’ con l’esibizione di queste due bands che ieri sera si è concluso il Festival di villa Arconati 2026.

Quello dei Gilsons è un progetto nato nel cuore della Musica Popolare Brasiliana, erede di una delle dinastie più influenti della cultura musicale del Brasile, i Gil. I Selton quella di una band che ha trasformato l'emigrazione in un'identità artistica, costruendo un ponte permanente tra Porto Alegre e Milano. Insieme, rappresentano due modi complementari di interpretare il Brasile contemporaneo, radicato nella tradizione e aperto alla contaminazione. La scelta azzeccatissima è stata quella di metterli insieme in un’unica serata-evento per rendere più completa l’esperienza musicale al pubblico amante delle sonorità Brasileire. Il Festival di villa Arconati sembra aver immaginato la serata proprio come una celebrazione della cultura musicale verdeoro, affidando ai Selton il ruolo di padroni di casa e ai Gilsons quello di ambasciatori della nuova tradizione carioca. Ed è anche per questo che il concerto, nel suo defluire naturale non è stata la semplice somma di due concerti, ma un dialogo aperto e costruttivo tra due generazioni della nuova musica brasiliana.

I Gilsons, José Gil, Francisco Gil e João Gil, con la loro fusione di pop rock, samba, reggae e ritmi bahiani, hanno raccontato un Brasile luminoso, fatto di groove morbidi, armonie sofisticate e melodie che sembrano nate per essere cantate all'aperto durante un tramonto sul mare. Il loro ultimo percorso artistico, culminato nell'album Eu Vejo Luz, conferma una band capace di innovare senza rompere il filo con la propria eredità culturale. I Selton hanno invece scelto una strada opposta ma speculare. Partiti da Porto Alegre, hanno trovato a Milano la loro seconda casa, trasformando l'Italia non soltanto nel luogo dove vivere, ma anche nel laboratorio dove reinventare la musica brasiliana attraverso il filtro dell'indie pop europeo. Cantano il Brasile con molti testi in italiano e facendo incontrare Beatles, cantautorato italiano, psichedelia leggera e pop contemporaneo alla samba e ai ritmi sudamericani. Il recente progetto Gringo Vol. 1 & Vol. 2, da cui vengono numerosi brani suonati nella serata di villa Arconati sono stati registrati negli studi londinesi di Damon Albarn e vantano collaborazioni con altri autori italiani come Baustelle e Gaia, che, non a caso, abbiamo visto seduta in seconda fila nel parterre dei giardini. Entrambi privilegiano canzoni costruite su melodie eleganti, arrangiamenti essenziali e una dimensione collettiva del fare musica, nella quale il gruppo conta più del singolo protagonista. I Selton più energici, avrebbero dovuto scaldare il pubblico all’inizio, invece lo hanno letteralmente infiammato, invitando tutti sotto il palco a saltare e ballare. E’ stato delirio puro con tanto di “pogata” in stile punk sul gran finale. I Gilsons invece, più pacati hanno pervaso l’atmosfera di eleganza e stile ben congeniale ai giardini storici di Villa Arconati. Due gruppi che hanno messo il sigillo finale su questa edizione riuscitissima della rassegna, che dal 1989 allieta le serate estive del numeroso pubblico che arriva da Milano e dal suo hinterland.

(Cenno alla conclusione del festival)

Si conclude, infatti, con questa serata, l’edizione 2026 del Festival di Villa Arconati. Una edizione che ha raccontato ancora una volta il panorama artistico contemporaneo, attraverso un cartellone di linguaggi differenti, dal jazz al cantautorato, dalla musica d'autore alle contaminazioni internazionali, passando per il pop e la world music, e lo ha fatto sempre mantenendo la propria identità e coerenza che da sempre la contraddistingue. Merito anche di una direzione artistica che continua a privilegiare la qualità, la curiosità e il dialogo tra generi musicali, mantenendo uno sguardo internazionale senza perdere il legame con il territorio. Un equilibrio difficile, che negli anni ha permesso al festival di ospitare grandi protagonisti della scena mondiale accanto ad artisti italiani di assoluto valore, offrendo ogni volta un programma capace di parlare a pubblici diversi. C'è chi segue la manifestazione da decenni e chi la scopre per la prima volta, magari attratto da un singolo artista, per poi ritrovarsi a vivere un'esperienza che va ben oltre il concerto acquistato. In questo luogo tutto è diverso e tutto è più lento. Si arriva con anticipo, si passeggia nei giardini storici, si osserva la luce cambiare sulle facciate della villa mentre la musica prende vita, o addirittura si può godere alle prime luci dell’alba di un concerto, sovvertendo completamente le regole dell’industria discografica, trovando un artista sul palco ad inizio giornata invece che alla fine. Mentre il calendario estivo continua a essere dominato dai festival-monstre, dai megaconcerti, e l’opinione pubblica disserta con acredine se il successo di un evento debba essere misurato in tagliandi venduti o ettari di spazio occupati, Il Festival di Villa Arconati chiude la sua edizione 2026 dimostrando, ancora una volta, che esiste un altro modo di pensare la musica dal vivo e che il concerto deve restare, prima di tutto, un luogo da vivere. Con la propria credibilità costruita in anni di lavoro, si può ancora avere successo, e a Bollate, la consolidata comunità intorno alla Villa, fatta dalla Fondazione Rancilio, istituzioni, volontari, e professionisti del mestiere, accrescendo ogni anno un’ampia offerta di generi e spettacoli musical-teatrali di altissimo livello, è lì a dimostrarcelo.


GALLERIA FOTOGRAFICA : Matteo Mandelli #assefocale



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